NUOVE PITTURE MURALI A CASA MARTELLI

Tornate alla luce durante i lavori di ristrutturazione dei locali al piano terra

Museo: CASA MARTELLI

Con la Toscana in zona arancione i musei devono chiudere le loro porte al pubblico. Tuttavia l’attività al loro interno non si ferma, come conferma Casa Martelli, dove, durante i lavori di ristrutturazione al piano terra (tuttora in corso) sono tornate alla luce delle preziose pitture e decorazioni murali risalenti ai primi anni dell’Ottocento.

La scoperta è stata fatta nel corso della ristrutturazione di alcuni ambienti inutilizzati del Palazzo, che sono destinati a diventare parte integrante del percorso museale. Il Museo ha approfittato della chiusura forzata al pubblico degli scorsi mesi per dare un più forte impulso a lavori finalizzati al perfezionamento dell’accoglienza, con la messa a norma degli impianti e dell’accessibilità dei locali al piano terra, e per potersi dotare dei servizi di caffetteria e di bookshop.

L’intervento interessa alcuni locali situati lungo via Zanetti (la stessa dove si trova, al civico n. 8, il portone d’ingresso del Museo) che prima della cessione dell’edificio allo Stato erano occupati da attività commerciali. Si tratta di otto sale che erano rimaste ingombre di arredi fatiscenti e residui di lavori edili, con impianti antiquati, oltre a problemi di infiltrazioni e umidità.

Sgombrate le masserizie, nel giugno 2019, sono stati effettuati dei saggi di pulitura preliminare che hanno rivelato, sotto la scialbatura bianca moderna, la presenza di pitture murali a tempera su alcune superfici. Già in quella fase sono state riscontrate analogie con le pitture presenti in altre sale visitabili di Casa Martelli. La scoperta ha comportato una rimodulazione del piano di intervento: le pareti sono state completamente ripulite dello strato di intonaco bianco, rivelando due ambienti ornati interamente a paesaggio, dalla base al soffitto, un altro trasformato illusionisticamente in un padiglione di tessuto e i rimanenti decorati con motivi classicheggianti e geometrici. Dalle prime ricerche svolte emerge la possibilità che questi ambienti possano essere stati dipinti nel 1809 in occasione delle nozze di Niccolò Martelli (1778-1853) con Caterina de’ Ricci per allestire l’appartamento estivo della giovane sposa. Nelle carte d’archivio sono poi registrati i nomi di pittori attivi nella decorazione dei palazzi nobiliari toscani e delle residenze dei re d’Etruria presenti anche in altre sale terrene e al primo piano dell’edificio: il pontremolese Niccolò Contestabili (1759 - 1824), specializzato in questi “salotti a verzura” di origine francese molto apprezzati, Gaspero Bargioni (notizie 1793-1835), pittore d’ornato iscritto all’Accademia dell’Arte del Disegno e gli “imbiancatori” Giovanni e Antonio Ciseri.

In questi giorni si chiudono le operazioni di descialbo (iniziate a ottobre del 2020), che consentono di avere un quadro d’insieme sullo stato dei decori parietali rinvenuti, sulle opportune prescrizioni conservative e sulla compatibilità con la destinazione d’uso prevista. Per avere un quadro storico artistico più dettagliato di quanto emerso bisognerà però attendere la chiusura di un’opportuna campagna di restauro delle pitture per il recupero estetico delle decorazioni. Successivamente potranno infine essere avviati i lavori di ristrutturazione che porteranno anche all’allestimento di una caffetteria, di un bookshop, di un archivio e di una sala riunioni.

Casa Martelli è stata residenza di un casato illustre per la storia di Firenze e del collezionismo d’arte fin dal XV secolo. La sua preziosa quadreria, esposta in ambienti affrescati da Vincenzo Meucci e Tommaso Gherardini, testimonia il prestigio delle raccolte d’arte con alcuni capolavori di artisti celebri come Mino da Fiesole, Piero di Cosimo, Domenico Beccafumi, Salvator Rosa, Luca Giordano.
Acquisito dallo Stato nel 1999, e divenuto nel 2014 parte integrante del gruppo dei Musei del Bargello, il Palazzo conserva alcune suggestive sale, decorate interamente a paesaggio e a imitazione di un giardino d’inverno, che restituiscono il ricordo della vita che si è condotta nella casa fino all’estinzione della famiglia nel 1986.