LA SCELTA DEL CURATORE

Le pitture murali nella Camera delle Impannate. Natura e illusione a Palazzo Davanzati.

Museo: PALAZZO DAVANZATI

Fin dal secolo XIII è noto l’uso di decorare con pitture murali gli ambienti delle dimore signorili fiorentine, come ricordano Dante, Boccaccio e Sacchetti. Le sale di Palazzo Davanzati conservano rare testimonianze trecentesche di questo tipo di decorazione d’interni , sopravvissuta solo per frammenti  staccati dai palazzi fiorentini demoliti nel periodo di Firenze capitale e per recenti parziali ritrovamenti. Diversi esempi di questo tipo di decorazione si ritrovano nei castelli dell’Italia Settentrionale, che devono essere stati modelli d’ispirazione per le dimore fiorentine.

L’idea ricorrente negli ambienti decorati del Palazzo  consiste nel riprodurre  i drappi che venivano sospesi alle pareti come ornamento e protezione dal freddo, con un effetto “trompe d’oeil” che si ripete con uno schema simile nella  Sala dei Pappagalli e nelle tre camere da letto. Si finge che le pareti siano addobbate con una finta tappezzeria sospesa in alto per mezzo di anelli , sollevata dal pavimento e risvoltata agli angoli delle sale, ai lati del camino e all’ingresso dei servizi igienici, dove il tessuto mostra il rivestimento interno di pelliccia di vaio. Nella parte superiore   una loggetta a colonne con capitelli figurati si apre su verzieri con alberi su cui posano piccoli uccelli. La loggia è conclusa in alto da una serie di archetti pensili dipinti in prospettiva. La veduta illusionistica sul paesaggio doveva essere motivo di diletto per gli abitanti della casa- torre medioevale, una dimora  chiusa e protetta per motivi difensivi,  in cui la vista sulle colline  circostanti doveva essere impedita anche dal fitto panorama di torri che costituivano  il tessuto urbano. Era probabilmente anche  un ricordo classico sopravvissuto nel Medioevo.

Nella Camera delle Impannate al terzo piano del palazzo, i drappi dipinti alle pareti  presentano come decorazione motivi araldici e sono visibili in alto gli stemmi dei Davizzi proprietari del palazzo nel Trecento, a  bande rosse e bianche,  insieme a quelli di altre famiglie ad essi legate. Nella loggia superiore, invece, su fondo rosso e blu alternativamente sono presenti alberi con grandi chiome di varia tipologia (foglie verdi di varia natura, frutta e fiori), sui quali posano uccelli dalla lunga coda (gazze?). In basso un prato fiorito con un roseto. Nella loggia dipinta in questa camera, a differenza degli altri ambienti,  spicca il motivo del vaso con i gigli ripetuto ai lati di ogni albero e  ripreso anche negli sportelli lignei delle nicchie sulle pareti. Si tratta di un motivo spesso presente in soggetti religiosi dal Duecento in poi  (Annunciazioni o Maestà ), con un significato simbolico (la purezza) connesso alla immagine della Vergine Maria, qui  ripreso come elegante modulo decorativo, senza escludere la possibilità di un significato simbolico in relazione all’uso probabile dell’ambiente  come camera da letto. 

Indubbio significato simbolico - l’elogio della fedeltà all’amata ma anche agli ideali cavallereschi - ha il ciclo figurato di origine francese  con la Storia della Castellana di Vergy, narrata all’interno delle logge dipinte nella camera da letto del secondo piano.

Brunella Teodori