ISLAM E FIRENZE. IL RACCONTO DELLA MOSTRA / 4

Parte quarta: Frederick Stibbert e la sua «sala moresca»

Museo: BARGELLO

 

Si è aperta la mostra Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, una monumentale rassegna d’arte islamica visitabile nella doppia sede delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Nazionale del Bargello, dal 22 giugno al 23 settembre 2018.

Segui il nostro racconto in 6 parti ispirato dal catalogo della mostra e dai suoi autori:

 

Parte quarta: Frederick Stibbert e la sua «sala moresca»

Se la specialità di Stefano Bardini furono i tappeti, Frederick Stibbert (1838-1906) fu invece un grande appassionato ed esperto di armi, e in particolare, anche se non esclusivamente, di armi ed armature islamiche, di cui sapeva apprezzare la raffinatezza tecnica e l’eleganza con gusto addestratissimo.

Come osserva Alessandro Diana in catalogo, “nel corso dei suoi viaggi di formazione in giro per l’Europa, il giovane Stibbert ebbe modo di saggiare la presenza […] di spoglie militari strappate agli Ottomani nel corso degli endemici conflitti che li opposero agli imperi dell’Europa orientale, conservate nei musei o ammassate in chiese, palazzi e arsenali, a Vienna come a San Pietroburgo”.

Questa formazione cosmopolita consentì a Stibbert di sviluppare non solo una conoscenza approfondita delle arti e delle tecniche delle manifatture orientali, ma anche, com’è noto, un gusto che andava ben al di là dell’accumulo di oggetti singolarmente eccellenti. Il desiderio di rivivere anche a livello emozionale la suggestione esotica delle culture “altre”, lo spinse a concepire articolati allestimenti d’ambientazione per le proprie collezioni, ed ecco sorgere nella sua villa di Montughi a Firenze, negli anni ’80 dell’Ottocento la splendida “sala moresca” decorata da stucchi ispirati all’Alhambra.

Non si creda che questa, come le altre ricostruzioni d’ambiente che Stibbert progettò per la sua residenza fiorentina, siano frutto di pura fantasia: Frederick partecipava attivamente all’ideazione e alla realizzazione degli allestimenti delle proprie immense collezioni, studiando sui libri della propria biblioteca e approfittando di quello che allora era un nuovissimo medium per la conoscenza delle opere d’arte e dei monumenti ubicati lontano del tempo e nello spazio: la fotografia. Nel caso dell’Alhambra, Stibbert si procurò anche due finissimi modellini in gesso, di cui uno esposto in mostra, che l’architetto Rafael Contreras y Muñoz realizzava a Granada mentre sovrintendeva ai lavori di restauro di quel superbo capolavoro dell’architettura moresca.

A raccontare in mostra la fantasmagorica collezione di Frederick Stibbert sono gli oggetti prestati dal Museo Stibbert di Firenze, che nella splendida residenza costruita dal collezionista ospita ancor oggi la sua collezione, da lui donata alla città di Firenze nel 1906. Splendide armi ottomane del XVI secolo – shishak (elmi), korazin (corazza) e un baraki (testiera da cavallo) – e pugnali indiani, ma anche scatole e bacili mediorentali nonché una curiosità, copertine di manoscritti, laccate e trasformate in quadri, di manifattura persiana del XIX secolo, a testimonianza di un gusto eclettico ed onnivoro.

Clicca sulle immagini in alto per vedere le illustrazioni. Nelle prossime puntate, vedremo il trionfo dell’arte islamica nelle raccolte del Museo Nazionale del Bargello.

 

Le parti del racconto:

Islam e Firenze       

Il racconto della Mostra in 6 parti

1. Parte:

Islam e Firenze, Islam a Firenze

2. Parte: 

Firenze «a la domaschina», tra Uffizi e Bargello

3. Parte:

Stefano Bardini e i tappeti orientali

4. Parte:

Frederick Stibbert e la sua «sala moresca»

5. Parte:

Louis Carrand e la sua grande donazione

6. Parte:

Giulio Franchetti e l'arte del tessuto

 

Per approfondimenti: Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, catalogo della mostra (Firenze, Gallerie degli Uffizi – Museo Nazionale del Bargello), a cura di G. Curatola, con saggi di A. Boralevi, G. Curatola, A. Diana, E. Gagliardi Mangilli, C. P. Haase, M. Marini, M. Merlo, C. Schmidt Arcangeli, M. Spallanzani, Firenze, Giunti Editore, 2018