OMAGGIO A SANT'ANNA, SIMBOLO DI LIBERTA'

In occasione dell'anniversario_Complesso di Orsanmichele

   La chiesa di Orsanmichele rappresenta da sempre uno dei principali luoghi di incontro della città di Firenze e si lega al ricordo di importanti eventi religiosi e storici come la rivolta contro il Duca di Atene nel giorno di Sant’Anna del 1343. Caratterizzata dalla singolare fisionomia a due navate che rievoca l’antica destinazione a loggia aperta per il mercato del grano, la chiesa fa parte di un palazzo fondato nel 1337 per il culto della Vergine e la custodia del grano. Dopo la fondazione dei pilastri di pietre grosse e conce che ancor oggi vediamo in chiesa, la città attraversò tuttavia un lungo periodo funestato da carestie, dalla peste e da dissesti finanziari che alimentarono forti tensioni sociali. A sedare il malcontento popolare contribuì l’arrivo nel 1342 di Gualtieri di Brienne, che vantava il titolo di duca d'Atene – ma non il possesso del ducato – ed era invocato da quanti chiedevano un cambio di regime. L’8 settembre del 1342 Gualtieri fu acclamato dalla folla unanime signore a vita di Firenze.

Ma gli astrologi avevano previsto che la signoria del Duca di Atene sarebbe stata di breve durata, come ci ricorda la cronaca di Giovanni Villani (1348). Ben presto Firenze si accorge che il duca comanda con il terrore: numerose sono le condanne a morte e i soldi spesi unicamente per il proprio interesse. Al Palazzo del Podestà, oggi Bargello, vengono scolpiti e dipinti per suo volere gli stemmi del ducato di Brienne che, rimossi dopo la sua caduta, saranno ridipinti nell’Ottocento nell’attuale sala Carrand, denominata fino al 1889 “Sala del duca d’Atene”. Il clima di crescente insoddisfazione verso il tiranno serpeggia dunque in città e il 26 luglio del 1343, nel giorno di Sant’Anna, i fiorentini sono pronti alla rivolta. Una zuffa tra soldati simulata ad arte dette il pretesto alla popolazione per armarsi e prendere d’assalto prima il carcere delle Stinche e poi dirigersi a Palazzo Vecchio. Qui il duca resistette alcuni giorni prima di capitolare, il 1 agosto, e rinunciare a ogni pretesa su Firenze.

   Ristabilito un nuovo governo, la città di Firenze rese omaggio a Sant’Anna elevandola con un decreto del settembre 1343 a santa protettrice e simbolo della libertà riacquisita. Il primo anniversario di questa festa civica fu festeggiato il 26 luglio del 1344 presso la loggia di Orsanmichele ancora in costruzione e fu poi stabilito che ogni anno la ricorrenza si sarebbe qui celebrata con offerte di ceri e di denaro. Tra il XIV e il XVI secolo l’effigie di Sant'Anna trova ampia raffigurazione in chiesa: negli ottagoni del Tabernacolo marmoreo dell’Orcagna (1359), in particolare nella Nascita della Vergine e nella Presentazione della Vergine al Tempio, iconografia quest’ultima replicata anche in uno degli splendidi pannelli invetriati su disegno di Lorenzo Ghiberti (1429). Altamente significativo è poi l’affresco di Mariotto di Nardo (1398) che la ritrae mentre sorregge – e protegge – la città di Firenze nella volta che sovrasta l’altare e il gruppo marmoreo di Francesco da Sangallo (1526) a lei dedicati.

Testo a cura di Benedetta Matucci
Storico dell'Arte Musei del Bargello

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