I DETTAGLI DEL DAVID: segreti e simboli di un capolavoro “rivoluzionario”

In occasione dei David di Donatello 2020

      Come spesso accade per i grandi capolavori del passato, anche il David in bronzo di Donatello mantiene in sé alcuni segreti. Non se ne conosce per esempio l’esatta data di esecuzione (probabilmente intorno al 1440) e alcuni elementi iconografici pongono interrogativi ancora irrisolti, ma ciò non impedisce che sia una delle sculture più innovative e celebri del primo Rinascimento fiorentino.

David, il giovane pastore biblico che sconfigge il gigantesco Golia liberando dall’oppressione il popolo ebraico, era un tradizionale simbolo di libertà particolarmente sentito a Firenze. Quando i Medici decisero di farne realizzare uno a Donatello per il loro palazzo, nessuno prima di allora lo aveva rappresentato come un adolescente dal corpo esile e dall’espressione pensosa, quasi incredulo dell’impresa appena compiuta. Raffigurato in piedi in una posa rilassata, David tiene nella destra la spada e il piede sinistro posato in segno di vittoria sulla testa recisa di Golia, che indossa ancora l’elmo alato, con una delle due ali che, più lunga dell’altra, si accosta alla gamba dell’eroe. Una corona d’alloro intrecciata con nastri fa da piedistallo bronzeo, un tempo poggiante a sua volta su un’alta colonna in marmo, oggi perduta. A rafforzare il contrasto tra il senso di umiltà di David e la grandezza di quell’atto eroico è la nudità del suo corpo efebico: il risultato fu rivoluzionario, perché questo David è il primo grande nudo a tutto tondo realizzato dopo l’antichità.

   All’arte classica, così importante per la sua formazione, Donatello si ispirò infatti in modo costante nella sua lunghissima vita artistica e tanti sono i dettagli che lo rivelano anche in questo capolavoro: dal cappello, che evoca nella foggia il pètaso di Mercurio, ai raffinati calzari all’antica, agli spiritelli pagani che sull’elmo di Golia trascinano un carro su cui siede una figura da portare in trionfo. E ad impreziosire il tutto era un elemento che il tempo aveva occultato.

Il restauro compiuto tra il 2007 e il 2008 riportò infatti in luce molte tracce di inaspettate dorature originarie, poste qua e là a impreziosire alcuni dettagli come il pomo della spada, il nastro e le foglie del cappello, le palmette dei calzari e soprattutto le ali dell’elmo di Golia: ma la scoperta più emozionante fu l’oro con cui Donatello aveva ricoperto completamente i capelli di David, lunghi e biondi come tramandato dai testi sacri.
Testo a cura di
Ilaria Ciseri Storico dell’arte del Museo Nazionale del Bargello