#DANTEDì 25.03.20 #IOLEGGODANTE

Nel cuore del Mistero

   Oggi 25 Marzo, i Musei del Bargello partecipano al DANTEDi', la giornata dedicata a Dante Alighieri recentemente istituita dal Governo. Il sommo Poeta è il simbolo della cultura e della lingua italiana; ricordarlo insieme sarà un modo per unire ancora di più il Paese in questo momento particolare, condividendo versi dal fascino senza tempo.

Desideriamo così celebrare il Sommo riportando umilmente, in 'Domina' e 'Tanto chi' i' vidi de le cose belle', alcuni dei suoi versi. Parola dunque.

   "Come il primo slancio poetico dell’uomo  -la parola per l'uomo-  lo spazio che muove a sentire l’aspirazione alla libertà. La Poesia dunque, il primo modo di conoscere: il modo innato di avere nozione di ciò che nella natura permane immortale. Il supremo modo, quando l’uomo stesso avrà saputo fare in sé luce completa sino a immedesimarsi nella poesia ed essere, per conseguita potenza morale e possesso di chiaro intelletto, un libero uomo.

   Parola come segno ascendente dell’intelletto, anteriore all’uomo stesso, sacra e radicata nel mistero della natura. La Parola, se non quale umano strumento della Storia. La Storia. Di quel secolo.

   Un secolo dove lo spazio e il tempo hanno fatto la loro ricomparsa e l’uomo è tornato a tormentarsi, cercando l’Eterno.
   L’Eterno  -attesterà quel secolo-  si manifesta non solo nell’inconoscibile attraverso la rivelazione della Grazia e l’autorità della Scrittura, ma altresì nell’esperienza naturale della stessa creatura nell’esperienza poetica, o politica, o filosofica.

Il tempo quindi, il tempo fonte d’eroico vivere. Che altro dire, dunque? Metafisica d’un soffio"
(liberamente tratto
dalla Presentazione dell’Opera a cura di G. Ungaretti
in, La Divina Commedia/Fratelli Fabbri Editori 1963)
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