I GIOVEDÌ DI CASA MARTELLI h. 16.00 Presentazione del volume SEBASTIANO MAZZONI

“Ottimo e spiritoso pittore, di grande invenzione”

Ai Giovedì di Casa Martelli
26 SETTEMBRE 2019
h. 16.00

Presentazione del volume
SEBASTIANO MAZZONI
di Paolo Benassai

Interverrà: Alisa Acanfora
Sarà presente l'Autore

 Il volume costituisce una edizione aggiornata e ampliata di una monografia che l’autore ha dedicato venti anni fa a Sebastiano Mazzoni (Firenze, 1611 – Venezia, 1678), artista attivo agli esordi a Firenze e poi soprattutto a Venezia, ove acquistò fama di ottimo e spiritoso pittore, di grande invenzione, secondo quanto riferisce nel 1738 il biografo Tomaso Temanza. La nuova pubblicazione intende rendere nuovamente disponibile un contributo alla conoscenza dei rapporti artistici tra la Toscana e Venezia nel Seicento e dello sviluppo della pittura veneziana a partire dalla metà di quel secolo.

Il volume fa altresì cenno all'impegno dell'artista in campo architettonico e ne prende in esame le opere poetiche laddove risultino particolarmente significative per l’approfondimento del suo pensiero e delle relazioni con gli altri artisti, senza mancare di ricostruirne la fortuna critica.  Nell’esame del percorso del Mazzoni il saggio si sofferma agli esordi sui pittori fiorentini più importanti per la sua formazione e conferma l’ipotesi di un suo precoce viaggio a Venezia, ma anche quella di un soggiorno a Roma verso la metà degli anni Trenta.

  Stabilitosi a Venezia negli anni Quaranta, Sebastiano vi serba motivi della corrente ‘giocosa’ della pittura fiorentina (di cui sono testimonianze esemplari le tavolette circolari con le raffigurazioni dell’Estate e dell’Inverno di Casa Martelli, dipinte presumibilmente negli anni Trenta del Seicento), e il ricordo della morbidezza del Furini o del tono melodrammatico di Cesare Dandini, ma consolida anche il suo rapporto con la gloriosa tradizione locale cinquecentesca e con lo Strozzi, oltre a stabilire legami con Pietro Ricchi e con Pietro Liberi. Le opere della piena maturità mostrano un patetismo più intenso e scene sempre più complesse, in cui spesso figurano sensuali personaggi femminili rispondenti ai gusti dei ‘libertini’, in sintonia con il Liberi e il Cagnacci.

Nell’ultimo periodo prevale un approccio sempre più pessimistico alla realtà, che trova espressione nell’impiego drammatico del ‘grottesco’, nel moto centrifugo di ispirazione tintorettesca che tende a trascinare le figure fuori dalla scena, nella materia pittorica sempre più sgranata, ispirata a Tiziano tardo, nell’atmosfera spesso incombente.